Loading...
Home 2017-09-26T12:16:26+00:00

NEWS

TUTTE LE NEWS

A OGNI EPOCA LA SUA ARTE,

A OGNI ARTE LA SUA LIBERTÀ

Sono le parole che accoglievano il visitatore all’ingresso del Palazzo della Secessione viennese ideato, come un tempio, dall’architetto Joseph Maria Olbrich e destinato alle esposizioni d’arte.

Il motto, coniato dal giornalista Ludwig Hevesi, fu trasposto graficamente da Gustav Klimt in un celebre manifesto che vedeva Teseo, l’eroe-artista, lottare contro il Minotauro, emblema della cultura al potere, dominata dall’implacabile avversione nei confronti dell’arte moderna.

Anche Klimt, che più tardi riscosse numerosi e ufficiali successi, fu escluso da una delle più importanti mostre annuali viennesi assieme ad altri giovani colleghi costretti a restare nell’oscurità. Incompresi e maltrattati dall’arte ufficiale, timorosa d’innovazione, i giovani artisti europei si costituirono in movimenti staccandosi dalle aggregazioni capitanate dagli artisti della precedente generazione, dando vita a vere e proprie Secessioni che, con rapidità moderna, si diffusero nei grandi centri di area mitteleuropea, in particolare a Monaco e a Vienna.

Le Secessioni apportarono all’arte moderna un nuovo, e più dinamico, dibattito che si allargò presto anche in altre città come Praga (Secese), Budapest (Magyar Szecesszió), Sofia, Varsavia (Secesja), Belgrado e Zagabria (Secesija) propagando un gusto più irrigidito delle fluenze dell’Art Nouveau francese e del Liberty anglosassone, ma che includeva stilemi delle varie tradizioni nazionali.